Una spiaggia del Salento per ogni giorno della settimana

18 Jun

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Punta Prosciutto

Il primo giorno si va subito a buttarsi in acqua, senza tanta strada, senza cincischiare. Allora iniziamo subito con una delle più belle: la spiaggia di Punta Prosciutto! Ad appena 15 minuti, al massimo 20 da Masseria Mazzetta, siete ad un passo dal paradiso terrestre: spiagge enormi, acqua cristallina, poca confusione.

Come arrivarci: prendete per Torre Lapillo, prima rotatoria tirate dritto, seconda a destra direzione Avetrana. Dopo circa 4 km svolta a sinistra (indicazioni per Punta Grossa), alla fine della strada a destra. Altri 2 km e poi vi infilate in una delle stradine che più vi aggradano. Parcheggiate e… Su, su! Che la sabbia scotta sotto i piedi!

Spiaggia di Punta Prosciutto

Porto Selvaggio

Per il secondo giorno cambiamo sceneggiatura: scogli, natura selvaggia… Porto Selvaggio! Maciniamo anche un po’ di chilometri, ma non tanti. In 40 minuti si è arrivati. Stavolta zaino in spalla (con dentro qualcosa da mangiare) e scarpe da ginnastica. Si attraversa il bosco e poi la meraviglia di una baia incontaminata e sola in mezzo a costoni irti sul mare. Nella baia ci si può avventurare in una grotta con dentro l’acqua dal colore degli occhi più belli e su su in cima, dopo una piccola salita che sa un po’ di trekking, una torre saracena da cui godere uno dei panorami più belli d’Italia. Signore e Signori, sua maestà lo Ionio!

Come arrivarci: direzione Torre Lapillo al solito, solita rotatoria di ieri, ma stavolta si gira a sinistra direzione Nardò, si esce all’incrocio Leverano-Porto Cesareo per Porto Cesareo e poi all’incrocio direzione Sant’Isidoro. 20 minuti di strada un pò vecchiotta ma con un panorama bellissimo. Quando iniziano i tornanti e attraversate i boschi, iniziate a mettere la freccia a destra e parcheggiare!

Baia di Porto Selvaggio

Baia dei Turchi, Otranto

Un viaggiatore non può dire di aver vissuto come si deve il Salento se non ha passeggiato per i viottoli di Otranto. Peraltro è bellissima, quindi state tranquilli, ne varrà la pena! E ancora, indovinate un pò, ha delle spiagge strepitose!

Come arrivarci: muovetevi verso Lecce, poi verso Maglie, poi… verso Otranto. Giunti all’incrocio principale, seguite per i Laghi Alimini, in pratica andrete sulla litoranea, a questo punto, dirigetevi verso la Baia dei Turchi! Oh, quando siete rossi come dei gamberoni lessi, maglietta e ciabatte e infilatevi nella città, mi raccomando!

Spiaggia baia dei turchi

Le Dune, Porto Cesareo

Qualcuno riposò il settimo giorno, ma noi siamo un filo più fallaci. Diciamo che non allontanarsi troppo al quarto ci sta bene. Allora giusto 20 minuti di strada, per la spiaggia principale di Porto Cesareo, quella delle Dune. Enorme, acqua cristallina che fa invidia anche a Punta Prosciutto, un’isoletta di fronte (Isola della Malva) che ti chiama a fargli una visitina arrivandoci con una deliziosissima nuotata. E poi… Tutta la movida di Lecce e dintorni ad aspettarti: niente relax, giovani, bikini, giovani, brasiliane, giovani, schizzi, guarda quella lì, vedi quello là, ecc.

Come arrivarci: alla solita rotatoria di tutti i giorni, proseguire dritto, entrare a Torre Lapillo, all’incrocio principale (ce n’è uno solo, tranquilli) a sinistra e poi appena usciti dalla zona abitata, al bivio subito a destra. 500 metri e cercate parcheggio, su!

Spiaggia Le Dune Porto Cesareo

Castro Marina e Santa Cesarea Terme

La si potrebbe chiamare la spiaggia delle barche volanti, soprattutto per delle foto che ultimamente hanno girato il mondo su Facebook. L’acqua nel porto e dintorni è così cristallina che le barche sembrano sospese a mezz’aria. Siamo a Castro Marina, un agglomerato di case sul mare che fa venire la dolcezza nel cuore. La cosa migliore da fare è noleggiare un gommone e farsi i giri nei dintorni. Niente spiaggia, per cui o sugli scogli come granchietti, o in acqua. Da usare la formula di Otranto: mezzagiornata a poltrire e bruciacchiarsi, il resto a passeggiare: le gelaterie sono ottime, le casette in stile arabo ancora di più. E a due passi, Santa Cesarea Terme. Tra i due paesini, un tratto di litoranea con viste mozzafiato.

Come arrivarci: fino a Maglie come fatto per Otranto, poi da lì seguire le indicazioni che portano ad una strada dritta dritta verso Castro. Tempo di viaggio: un’ora.

Castro Marina

Santa Maria di Leuca

Finis Terrae: finora tre spiagge dello Ionio e due dell’Adriatico. Andiamo lì dove i due mari si incontrano, nel punto più estremo del Salento, dove con la punta del naso si è già nel Mediterraneo. Le spiagge più belle sono quelle di Felloniche, ma poi a metà giornata spostatevi nel paese e al santuario di Santa Maria. Nel primo troverete la più vivida spiegazione visiva di contaminazione: le case in stile arabo, portate dallo Scirocco che significa vento della Siria. Nel secondo, una vista in cui poter scattare 1000 foto. Piccola nota di colore: la scalinata che dal santuario scende fino a Leuca và percorsa, secondo una leggenda, almeno una volta nella vita (credo valga solo per quelli del posto però).

Come arrivarci: fino a Maglie, da lì imboccare la Maglie-Leuca, tempo: 1h20.

Santa Maria di Leuca

Togo Bay, ai sette nani

Ora siete pronti a comprendere il significato della vita qui in Salento da un’altra prospettiva. I piedi sulla battigia rinfrescati dall’acqua, la voglia di chiaccherare e sorridere, il sapore diverso dell’aperitivo all’imbrunire, i tavoli con vista mare, la maggior parte del tempo passato in costume da bagno. Ora che leggete queste parole, nella vostra mente appariranno delle immagini. Ma ricordatevi di loro al settimo giorno. Le immagini saranno solo un appendice ad un senso profondo di gioia, di pulizia dell’anima, di felicità che senza accorgervene vi hanno acceso il sorriso come non succedeva da tempo. Festeggiamo allora! Spiaggia dei 7 nani, o del maneggio, ognuno la chiama come vuole. Dovete andare al Togo Bay. Sabato e Domenica aperitivo e festa dalle 17:00 alle 20:00. Questa volta le chiappe si muoveranno a ritmo!

Come arrivarci: stessa strada di Punta Prosciutto (15 minuti in tutto), ma giunti sulla litoranea, svoltare subito a sinistra e poi subito a destra dove trovate le indicazioni, parcheggiate e bevete, mangiate, ballate, ridete…

Buon Salento!

Togo Bay Porto Cesareo

L'avventura dietro l'angolo (ovvero cosa scoprire a max 15 minuti)

10 Apr

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Categories: Itinerari

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Se siete stanchi del canto degli uccelli, avete già fotografato tutti i pavoni vicino al laghetto di Masseria Mazzetta e preparato marmellate con ogni frutto presente sugli alberi, allora è il caso che mettiate il nasino fuori e prendiate un po’ di sano sole salentino, che non fa mai male.
A meno di 15 minuti dal vostro regno incantato immerso nel verde ci sono davvero una miriade di cose da fare!

Se avete poco tempo ma tanta voglia di dolce, assaggiate nel paesino di San Pancrazio Salentino lo squisitissimo gelato del Bar Jolly, servito dal Signor – ovviamente – Pancrazio, vecchio quasi quanto il locale: personalmente vi consiglio i gusti kinder e nocciola con granella (i gusti alla frutta contengono poche calorie, capite bene che non valga la pena!).

l'eremo di vincentSe preferite cibarvi di cultura, è d’obbligo un saluto a Vincent Brunetti e al suo Eremo di pace: vi assicuro che questa è un’esperienza sia unica che rara, una ventata di scetticismo paranormale vi travolgerà nel veder concretizzato il sogno di questo artista multi eclettico che, espropriando in maniera del tutto illegale ma con infinita nonchalance i terreni limitrofi, ha costruito una casa-museo completamente ricoperta di mattonelle sbeccate e cocci di vetro smaltato, in cui ospita chiunque voglia vivere d’arte, investendolo del titolo di suo aiutante nella realizzazione delle tele che lui stesso dipinge.

Potete anche acquistare i quadri esposti nella galleria, ma non crediate di poter commissionare un soggetto che più vi sta a cuore, sempre di estro stiamo parlando!

Se invece siete fan della fotografia, potete fare un giro fra le rovine del paese fantasma di Monteruga, un complesso di case abbandonate ma rimaste pressoché immutate nel tempo, che fanno rivivere sulla pelle l’ebrezza di tornare indietro di cinquant’anni e sentire l’odore del tabacco steso al sole a essiccare.
Su questo antico borgo ormai disabitato si è detto tanto e poco: le uniche testimonianze appartengono a chi ci è nato ma è andato via lasciando che ogni suppellettile si sgretolasse. Da vedere con occhi sgranati.

Struttura vincintrice 2016

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